Perché questo blog?

Perché noi del Doge abbiamo deciso di creare questo blog?
Perché siamo convinti che il cibo, i frutti della natura e il modo nel quale vengono preparati, siano più che un semplice modo di alimentarsi. Sono un segno di cultura, identità e relazione del territorio. Certo, si mangia per gustare ma anche per tramandare tradizioni e inventarne di nuove, per dire chi siamo e da dove veniamo, per comunicare. Noi pensiamo che il cibo e la sua preparazione ci rimandino a un universo di significati e valori più profondo di ciò che vediamo in superficie. Come scriveva il pittore inglese John Everett Millais: “Anche la gastronomia è un’arte e la più completa di tutte, perché tocca tutti i sensi”. E’ il racconto della civiltà e delle comunità alle quali appartiene, una narrazione che si tramanda, che unisce e coinvolge. Qualcosa di legato alla terra, al lavoro contadino, alla manualità e all’ospitalità. Quindi come potremmo noi, che facciamo dell’ospitalità una vocazione, non parlarne approfonditamente?

Borsch, holubtsi, pampuska… di cosa stiamo parlando?

In un periodo nel quale l’Ucraina è al centro dell’attenzione mondiale per ben tristi motivi, ci fa piacere far scoprire ...
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La gallina mugellese, superincubatrice naturale

Chiudiamo la prima parte dei racconti sugli animali autoctoni a rischio estinzione che abbiamo affrontato in diversi articoli di questo ...
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Il tarassaco, il “maiale” delle verdure

Il tarassaco, una verdura che fiorisce proprio in questo periodo e il cui nome scientifico è Taraxacum officinale, è forse ...
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Lorenzo Artibani, eroe del cibo

Nel corso del tempo, su questo blog abbiamo raccontato diversi personaggi che hanno avuto il merito di interessarsi della salvezza ...
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Le virtù dell’asparago (meglio se italiano)

In Italia gli asparagi sono di stagione da marzo a giugno. E’ dunque il momento giusto per parlare di questa ...
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Quella volta che il vino fece gli italiani

Possiamo dire che tra le cose che hanno unito l’Italia c’è anche la cultura del vino? Noi crediamo di sì ...
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