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	<title>carbonara Archives - Hotel Doge - Riccione</title>
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	<description>Il piacere di sentirvi a casa vostra!</description>
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		<title>I sette piatti di pasta più amati (con tanto di ricette)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 06:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pane, pasta e prodotti da forno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pasta è indiscutibilmente uno dei simboli più rappresentativi della cucina italiana. Amata in ogni angolo del mondo, è protagonista indiscussa di pranzi in famiglia, cene tra amici e piatti gourmet nei ristoranti stellati. Ma quali sono i piatti di &#8230; <a href="https://www.hoteldoge.com/i-sette-piatti-di-pasta-piu-amati-con-tanto-di-ricette/">Read More</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pasta è indiscutibilmente uno dei simboli più rappresentativi della cucina italiana. Amata in ogni angolo del mondo, è protagonista indiscussa di pranzi in famiglia, cene tra amici e piatti gourmet nei ristoranti stellati. Ma quali sono i piatti di pasta che fanno battere il cuore agli italiani? E quali sono le ricette preferite per prepararli? Secondo un recente sondaggio, questa sarebbe la classifica (ma se non siete d’accordo, fa lo stesso).</p>
<h3>1. Spaghetti al pomodoro: semplicità e gusto</h3>
<p>Gli <strong>spaghetti al pomodoro</strong> rappresentano l&#8217;essenza della cucina italiana: semplici, genuini e gustosi. Preparati con pochi ingredienti &#8211; pomodori maturi, olio extravergine di oliva, aglio o cipolla e basilico fresco &#8211; sono un piatto che conquista per la sua freschezza e leggerezza. Questa una <strong>ricetta classica</strong> (piccole varianti esistono anche per questo piatto, come per tutti gli altri dei quali parleremo): in una padella, soffriggere uno spicchio d&#8217;aglio in olio extravergine d&#8217;oliva. Aggiungere i pomodori pelati o freschi tagliati a pezzetti e cuocere a fuoco lento per 15-20 minuti. Condire con sale, pepe e basilico fresco. Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e saltarli nella padella con il sugo. Un piatto semplice, ma che richiede <strong>ingredienti di alta qualità</strong> per essere davvero speciale.</p>
<h3>2. Carbonara: la pasta contesa</h3>
<p>Tra i piatti più amati dagli italiani non poteva mancare <strong>la carbonara</strong>. Questa ricetta è oggetto di dibattiti infiniti sulle sue origini e sulle varianti. Noi ne abbiamo parlato <a href="https://www.hoteldoge.com/la-carbonara-e-nata-a-riccione-e-questa-e-la-sua-storia/">qui</a> e questa è una <strong>ricetta che prevede l’utilizzo del guanciale</strong>: rosolare il guanciale a cubetti in una padella senza aggiungere olio, fino a renderlo croccante. Sbattere le uova con pecorino grattugiato e pepe nero. Cuocere la pasta (preferibilmente spaghetti, mezze maniche o rigatoni) al dente e unirla al guanciale. Aggiungere il composto di uova e pecorino mescolando velocemente fuori dal fuoco per evitare che si rapprenda. Il risultato è un piatto cremoso e ricco, dall’esaltante sapore.</p>
<h3>3. Lasagne al forno: il trionfo della convivialità</h3>
<p>Le <strong>lasagne al forno</strong> sono sinonimo di festa e condivisione. Questa preparazione, diffusa in tutta Italia con numerose varianti regionali, è amata per la sua ricchezza e complessità di sapori. La <strong>ricetta classica alla bolognese</strong>: preparare un ragù con carne macinata, cipolla, sedano, carota, pomodoro e vino rosso. Approntare una besciamella con burro, farina e latte. Alternare in una teglia strati di pasta all&#8217;uovo, ragù, besciamella e parmigiano grattugiato. Cuocere in forno a 180°C per circa 30-40 minuti. Le lasagne si prestano anche a versioni vegetariane, con verdure di stagione, o a interpretazioni creative, come quelle con pesce o formaggi.</p>
<h3>4. Penne all&#8217;arrabbiata: il piccante che conquista</h3>
<p>Le <strong>penne all&#8217;arrabbiata</strong> sono un piatto che deve il suo nome al caratteristico sapore dovuto ai peperoncini secchi piccanti utilizzati nel soffritto. Ideale per chi ama i sapori decisi, è una ricetta veloce e facile da preparare. Questa la <strong>ricetta tradizionale</strong>: soffriggere aglio e peperoncino in olio extravergine d&#8217;oliva. Aggiungere pomodori pelati e cuocere per 10-15 minuti. Cuocere le penne al dente, scolarle e condirle con il sugo piccante. Guarnire con prezzemolo fresco. Un piatto che unisce semplicità e carattere, perfetto per una cena veloce.</p>
<h3>5. Orecchiette con le cime di rapa: il sapore del Sud</h3>
<p>Le <strong>orecchiette con le cime di rapa</strong> sono uno dei simboli della cucina pugliese. Questo piatto rustico e genuino è amato per il suo equilibrio di sapori. Questa una <strong>ricetta classica pugliese</strong>: lessare le cime di rapa in abbondante acqua salata. In una padella, soffriggere aglio, peperoncino e acciughe in olio extravergine d&#8217;oliva. Cuocere le orecchiette nella stessa acqua delle cime di rapa, scolarle e saltarle con il condimento. Un piatto che celebra la semplicità e i prodotti della terra.</p>
<h3>6. Risotto alla pescatora: il mare in tavola</h3>
<p>Sebbene non sia un piatto di pasta, in tanti pare l’abbiano citato nel sondaggio del quale parlavamo e dunque agli autori è sembrato giusto inserirlo grazie alla sua popolarità. Preparato con frutti di mare freschissimi, il <strong>risotto alla pescatora</strong> è apprezzato soprattutto nelle tante regioni costiere del Paese nelle quali<em>, ça va sans dire</em>, viene proposto con tantissime varianti. Eccovene una <strong>ricetta base</strong>: pulire cozze, vongole, calamari e gamberi. Preparare un soffritto con aglio, olio e prezzemolo, e aggiungere i frutti di mare. Cuocere il riso nel brodo di pesce, aggiungendo gradualmente il condimento. Questo piatto è l&#8217;ideale per chi ama i sapori intensi del mare.</p>
<h3>7. Pasta al pesto: il verde che incanta</h3>
<p>Infine, il <strong>pesto alla genovese</strong>, un altro protagonista indiscusso della cucina italiana. Originario della Liguria, è preparato con basilico fresco, pinoli, aglio, parmigiano, pecorino e olio extravergine di oliva. Pestare gli ingredienti in un mortaio fino a ottenere una crema omogenea. Cuocere la pasta (preferibilmente trofie o trenette) al dente e condirla con il pesto. Aggiungere patate e fagiolini lessati per una versione più ricca. Un <strong>piatto fresco e profumato</strong>, ideale per le giornate estive.</p>
<p>Questi i sette piatti di pasta preferiti dagli italiani. E voi che ne pensate? Siete d’accordo?</p>
<p><em>L’immagine di copertina è stata realizzata da un programma di intelligenza artificiale.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
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		<title>La carbonara è nata a Riccione. E questa è la sua storia</title>
		<link>https://www.hoteldoge.com/la-carbonara-e-nata-a-riccione-e-questa-e-la-sua-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 07:45:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo sapevate che la carbonara è nata a Riccione </strong>per merito di un cuoco bolognese? No? Beh, è andata così… Siamo nel settembre del 1944. Le truppe alleate a guida inglese hanno iniziato da poche settimane l’assalto alla Linea Gotica, la linea difensiva che i nazisti avevano costruito fra Pesaro e Rimini a est e fra Massa, Carrara e La Spezia a ovest. Trecentoventi chilometri coperti da 479 cannoni, 2375 mitragliatrici, 100mila mine, 4mila casematte e 16mila postazioni per cecchini. Il 21 di quel settembre di guerra gli Alleati decidono di festeggiare con una cena di gala il primo sfondamento della linea Gotica in un hotel di Riccione, il Vienna, sede del quartier generale del comandante dei canadesi, Eedson Burns. Ci sono personaggi d’importanza assoluta. Fra questi gli inglesi Harold Macmillan, uomo politico molto esperto, vicinissimo a Churchill e grande consigliere di americani e inglesi sullo scacchiere del Mediterraneo (sarebbe poi diventato Primo Ministro dal 1957 al 1963); Harold Alexander, comandante di tutte le forze alleate nel Mediterraneo e Oliver Leese, comandante dell’Ottava Armata Britannica.</p>
<p><strong>Burns ci tiene a fare bella figura</strong> e incarica della preparazione della cena un cuoco bolognese 23enne: Renato Gualandi. Che ci fa Gualandi a Riccione? E’ un militare italiano arrivato da qualche mese, dopo essere scappato dalla Slovenia a seguito dell’armistizio dell’8 settembre, per riunirsi alla “morosa”, la riccionese Lucia Berardi che diventerà poi sua moglie. Ovviamente, giunto a Riccione cerca di darsi da fare e scopre che un cuoco può far comodo negli “alti comandi Alleati”. Per quella grande cena di gala, Gualandi deve fare con quel che ha a disposizione: spaghetti canadesi (!), bacon, tuorli d’uovo in polvere, crema di latte. Nel 2007, sarà lo stesso Gualandi a raccontare in prima persona, durante un pranzo con amici, cosa successe: “<em>Tagliai il bacon alla julienne, lo tostai, aggiunsi la crema di latte, l’uovo, un po’ di formaggio e lascia cuocere tutto a basso calore. Accompagnai il piatto con pezzetti di pane perché i commensali potessero gustare fino in fondo il sughetto e, alla fine, aggiunsi un’abbondante spolverata di pepe nero macinato fresco. Ricordava la polvere di carbone</em>”. Per questo Gualandi decide di chiamare questa nuova ricetta <strong>spaghetti alla carbonara</strong>. Un nuovo primo piatto di grande successo era nato.</p>
<p><strong>Da quel giorno</strong> la carriera di Gualandi decolla. A Riccione lavorerà al Des Bains e allo stesso</p>
<div id="attachment_4354" style="width: 273px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-4354" loading="lazy" class="size-medium wp-image-4354" src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-263x300.jpg 263w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-44x50.jpg 44w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-255x290.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-70x80.jpg 70w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-35x40.jpg 35w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi-360x410.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Renato-Gualandi.jpg 375w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /><p id="caption-attachment-4354" class="wp-caption-text">Renato Gualandi.</p></div>
<p>Vienna. Tornato a Bologna aprirà il ristorante 3G che sarà uno dei “templi” della cucina italiana ospitando personaggi quali Beniamino Gigli, Ermino Macario, Ugo Tognazzi, Anna Magnani, Pier Paolo Pasolini, Mario Soldati, Enrico Mattei e tanti altri. Sarà l’unico cuoco italiano ammesso all’Eliseo per cucinare per il presidente Charles De Gaulle; organizzerà il pranzo per Giuliana, regina d’Olanda, a Valkenburg. “<em>Ma la soddisfazione più grande della mia vita</em> – racconterà in seguito – <em>fu nel 1963 quando i francesi mi diedero il titolo di Gran Cancelliere della Commanderie del Cordons Bleus</em>”.</p>
<p><strong>Ma allora</strong>, se la carbonara è stata inventata da un cuoco bolognese a Riccione, come provano le stesse parole di Gualandi, perché è diventata un piatto della tradizione romana? Si può ipotizzare che alcuni cuochi degli eserciti alleati, i quali in quel 21 settembre 1944 potevano aver dato una mano a Gualandi nella cucina dell’Hotel Vienna, abbiano memorizzato la ricetta e, spostandosi al seguito dei propri generali a Roma, l’abbiano ripetuta durante altre cene e l’abbiano insegnata ai cuochi della capitale. La storia secondo la quale Gualandi avrebbe inventato la ricetta sì nel 1944, ma a Roma e non a Riccione non è verosimile perché Gualandi, in quel periodo, non si recò mai nella capitale. Né sono maggiormente credibili le storie che raccontano della carbonara come di una pietanza nata nel napoletano dove esisteva da secoli un primo piatto con formaggio e uova o in Abruzzo, cucinata dai carbonai in montagna o, addirittura, fatta risalire ai tempi della carboneria italiana. Che non sia un piatto della antica tradizione romana, poi, è attestato dalla stessa storia perché fino al 1950 non si trova traccia della carbonara in nessun ricettario di cucina romanesca.</p>
<p><strong>Ecco, ora che abbiamo finalmente ristabilito</strong> una verità inconfutabile dando a Gualandi quel</p>
<div id="attachment_4355" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-4355" loading="lazy" class="size-medium wp-image-4355" src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-300x200.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-1024x682.jpg 1024w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-768x511.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-1536x1022.jpg 1536w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-75x50.jpg 75w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-1140x759.jpg 1140w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-255x170.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-120x80.jpg 120w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-60x40.jpg 60w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-480x320.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-500x333.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-750x499.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay.-360x240.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2021/05/Uno-spaghetto-alla-carbonara-in-copertina-una-foto-di-Bella-Rako-da-Pixabay..jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-4355" class="wp-caption-text">Uno spaghetto alla carbonara (in copertina, una foto di Bella Rako da Pixabay).</p></div>
<p>che è di Gualandi e a Riccione quel che è di Riccione, proviamo a fornirvi una ricetta della carbonara che, come sempre succede, è stata protagonista di rivisitazioni (con la panna o senza? Pecorino o parmigiano? Uova intere o solo tuorli?) a volte sfociate in dispute feroci (pancetta o guanciale?). Noi ve la forniamo così, voi poi potrete modificare qualcosa a vostro piacimento, nessuno si offenderà.</p>
<p><strong><em><u>Ingredienti per quattro persone</u></em></strong>: 350 grammi di spaghetti medi; 100 grammi di guanciale senza cotenna; 30 grammi di formaggio parmigiano grattugiato 30 grammi di pecorino stagionato grattugiato; Quattro tuorli d’uovo; olio extravergine d&#8217;oliva; sale; pepe nero.</p>
<p><strong><em><u>Preparazione</u></em></strong>: tagliate il guanciale a fette spesse circa 0,5 centimetri e a listarelle lunghe 5. Mescolate i tuorli con i formaggi grattugiati e un pizzico di pepe. Scaldate in una padella un cucchiaio di olio e rosolatevi il guanciale a listarelle per circa due minuti, fino a che non sarà croccante. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Nel frattempo cuocete la pasta in acqua salata; tenete da parte un mestolo di acqua di cottura, quindi scolate la pasta al dente. Versate l’acqua calda tenuta da parte nella padella con il guanciale intiepidito. Trasferite la pasta nella padella e mescolate. Unite anche il composto di tuorli e formaggio mescolando velocemente. La padella tiepida e la pasta calda cuoceranno leggermente le uova rendendole cremose. È importante essere svelti per evitare che il tuorlo si rapprenda e assuma la consistenza dell’uovo strapazzato. Insaporite con il pepe nero macinato e servite immediatamente.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
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