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	<title>Mazòla Archives - Hotel Doge - Riccione</title>
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		<title>Molluschi, crostacei e pesce dell’Adriatico: quali mangiare da gennaio a marzo?</title>
		<link>https://www.hoteldoge.com/molluschi-crostacei-e-pesce-delladriatico-quali-mangiare-da-gennaio-a-marzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 15:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare in Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se andate in una pescheria, oggi come oggi, potete trovare tanti tipi diversi di pesce, di crostacei e di molluschi, in ogni stagione dell’anno. Non è un male. Tutto questo pescato, anche se proveniente dagli oceani più lontani, è lavorato &#8230; <a href="https://www.hoteldoge.com/molluschi-crostacei-e-pesce-delladriatico-quali-mangiare-da-gennaio-a-marzo/">Read More</a></p>
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<div id="attachment_3441" style="width: 322px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3441" loading="lazy" class=" wp-image-3441" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-300x225.jpg" alt="" width="312" height="234" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-300x225.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-67x50.jpg 67w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-255x191.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-107x80.jpg 107w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-53x40.jpg 53w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-480x360.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-500x375.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola-360x270.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/1.Vongola.jpg 700w" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" /><p id="caption-attachment-3441" class="wp-caption-text">Vongola.</p></div>
<p>Se andate in una pescheria, oggi come oggi, potete trovare tanti tipi diversi di pesce, di crostacei e di molluschi, in ogni stagione dell’anno. Non è un male. Tutto questo pescato, anche se proveniente dagli oceani più lontani, è lavorato e conservato a regola d’arte e di certo fa piacere averlo in tavola. Ma, se nel proprio piatto si vuole qualcosa di fresco, di saporito, di appena uscito dall’acqua salata, allora il discorso cambia e bisogna guardare ai prodotti ittici del nostro amato Adriatico e alla loro stagionalità. In quest’articolo ve ne suggeriamo alcuni da mettere in tavola in questa stagione e anche come cucinare una ricetta con ciò che la natura ci mette a disposizione.</p>
<p>Partiamo dai molluschi: i mesi di gennaio, febbraio e marzo sono quelli in cui “poveracce” e lumachine la dovrebbero far da padrone. Quella che noi romagnoli chiamiamo <strong>“poveraccia”</strong> è la vongola comune: la “<em>Chamelea Gallina</em>”, se volete darle il nome scientifico. Vive nei fondali sabbiosi dell’Adriatico nord-orientale fino a 15 metri di profondità. Viene pescata utilizzando una specie di “draga” idraulica detta “vongolara” ma chi, nei mesi invernali, si diverte a raccoglierle sulla battigia, lo fa con attrezzi rudimentali, spesso di propria produzione (<em>e’ fer dal purazi, e’ zarlein, e’ smenacùl…</em>). La vongola viene chiamata “poveraccia” perché era il cibo che, un tempo, anche i diseredati potevano procacciarsi in riva al mare. Era il pasto dei poveri (assieme a granchi e cannelli), che poteva risolvere tante cene nelle case meno abbienti del riminese… E i mesi da novembre a marzo, sono quelli nei quali le carni hanno un sapore più buono.</p>
<p><strong><em>La ricetta</em></strong> che vi proponiamo è quella dei “<em>Tajadlot sal Purazi</em>” (“Tagliatellotti” alle vongole), tratta dal sito <a href="http://www.atlantide.net/">atlantide.net</a>.</p>
<p><strong>Ingredienti </strong>(dosi per 4 persone). Per la pasta: 400 gr. di farina, 2 uova, acqua quanto basta.</p>









<p>Per il sugo: 500 gr. di vongole da sgusciare, 4 pomodori maturi, una cipolla media, uno spicchio d’aglio, otto cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe quanto basta.</p>
<p><strong>Come si fa:</strong> Preparate la pasta e tiratela fino a ottenere una sfoglia alta un paio di millimetri, quindi tagliate delle fettucce larghe circa mezzo centimetro. Fate un battuto di cipolla e aglio, soffriggete leggermente i pomodori a pezzi e le vongole aperte e sgusciate. Lasciate bollire per venti minuti circa. Cuocete i tajadlot, eliminate circa metà dell’acqua di cottura, quindi versate il sugo preparato.</p>
<div id="attachment_3442" style="width: 302px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-3442" loading="lazy" class=" wp-image-3442" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-300x233.jpg" alt="" width="292" height="227" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-300x233.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-768x598.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-64x50.jpg 64w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-255x198.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-103x80.jpg 103w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-51x40.jpg 51w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-480x374.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-500x389.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-750x584.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine-360x280.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/2.lumachine.jpg 771w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /><p id="caption-attachment-3442" class="wp-caption-text">Lumachine.</p></div>
<p>La <strong>lumachina</strong> (o lumachino) di mare, il cui nome scientifico è <em>Nassarius Mutabilis</em>, è un altro mollusco da gustare in questo periodo, fra gennaio e maggio. E’ molto diffuso nel nostro Adriatico e, come la vongola, vive nei fondali sabbiosi. Nonostante l’apparenza, è a suo modo un predatore carnivoro: con il suo piede forzuto, riesce a soffocare piccoli animali bivalvi e a nutrirsene. Altrimenti, mangia organismi in decomposizione, facendo pulizia in acqua. Della lumachina esiste anche un’altra specie, <em>l’Hinia Reticulatus</em>, che ha una forma un po’ più allungata, è di colore grigio, con una superficie scabra e non liscia. Eccovi una <strong><em>ricetta</em></strong> per cucinare le lumachine:</p>







<p><strong>Ingredienti: </strong>1/2 kg di lumachine di mare;2 spicchi di aglio rosso;400 grammi di pomodori pelati; 1/2 bicchiere di vino bianco;1/3 di bicchiere di olio extravergine d’oliva<strong>; </strong>2 o 3 bastoncini di finocchio selvatico (anche secco)<strong>; </strong>un ciuffetto di prezzemolo; un peperoncino<strong>; </strong>sale.</p>
<p><strong>Come si fa: </strong>lavate le lumachine ripetutamente in acqua e sale e quando l’acqua è pulita risciacquate solo con acqua;mettete le lumachine in una pentola con abbondante acqua e un cucchiaino di sale; lasciatele così per 30/40 minuti in modo che escano un pochino dal guscio e poi accendete il fuoco e lessate per 15 minuti;scolatele e passatele subito in acqua fredda;mettete in pentola le lumachine, l’olio, il finocchio selvatico, l’aglio, il vino, il peperoncino, i pomodori pelati passati e un pochino di sale;cuocete a fuoco medio basso, con pentola coperta ma con un piccolo sfiato, per un’ora;servitele con del pane leggermente tostato.</p>
<div id="attachment_3443" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3443" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3443" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-300x190.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-79x50.jpg 79w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-255x161.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-126x80.jpg 126w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-63x40.jpg 63w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno-360x228.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/3.Canocchie-al-forno.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3443" class="wp-caption-text">Canocchie.</p></div>
<p>Passando ai crostacei, da gennaio a marzo, è il momento della canocchia. La <strong>canocchia </strong>(<em>Squilla mantis</em>), che in altre regioni chiamano pannocchia, pacchero, o cicala di mare è un crostaceo dalla forma allungata che può raggiungere una lunghezza massima di venti centimetri. Ha una corazza bianco-grigiastra con riflessi rosati e con due caratteristiche macchie ovali bruno-violacee sulla coda, simili a occhi, utili per ingannare i predatori e farli attaccare dove lo scheletro esterno è maggiormente resistente. Vive a una profondità che va dai 10 ai 200 metri su fondali costieri sabbiosi, spesso in prossimità della foce dei fiumi. Viene generalmente catturata con le reti a strascico. Questa è la <strong><em>ricetta</em></strong> dei filetti di canocchie al vapore per quattro persone.</p>







<p><strong>Ingredienti:</strong> 16 canocchie; un limone; olio extravergine di oliva, sale, pepe, pomodori, insalata fresca quanto basta, una carota.</p>



<p><strong>Come si fa:</strong> prendete le canocchie, lavatele sotto acqua corrente e adagiatele all’interno della vaporiera posizionandole con la corazza verso l’alto. Adagiate la vaporiera su di una pentola adatta per la cottura a vapore e fate cuocere per quindici minuti dal momento dell’ebollizione. Terminata la cottura delle canocchie, spegnete il fuoco, aprite la vaporiera e lasciatele raffreddare. Con l’aiuto delle forbici eliminate le zampette sul ventre e sul capo, eliminate tutte le parti pungenti presenti sul corpo e sulla coda, poi delicatamente sollevate la corazza e adagiate le canocchie su di un piatto da portata. Condite con l’olio di oliva e il succo di limone e accompagnate con insalata, carote e pomodori. In alternativa potete servire anche una salsa per canocchie al vapore preparata con un mix di succo di agrumi, olio di oliva ed erbe aromatiche a piacere.</p>



<p>Tra il pesce fresco che fa capolino sul banco della pescheria in questo inizio d’anno, scegliamo di consigliare la <strong><em>mazòla (o mazzola) </em></strong>e i sardoncini. La</p>
<div id="attachment_3444" style="width: 288px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-3444" loading="lazy" class=" wp-image-3444" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-300x207.png" alt="" width="278" height="192" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-300x207.png 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-73x50.png 73w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-255x176.png 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-116x80.png 116w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-58x40.png 58w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare-360x248.png 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/4.Gallinelle-di-mare.png 398w" sizes="(max-width: 278px) 100vw, 278px" /><p id="caption-attachment-3444" class="wp-caption-text">Mazòle o gallinelle di mare.</p></div>
<p>romagnolissima mazòla, non è altro che l’italianissima <strong>gallinella di mare</strong> (<em>Chelidonichthys lucerna),</em> un pesce bianco diffuso dal Mare del Nord alle coste dell’Atlantico, fino al Mediterraneo, all’Adriatico e al Mar Nero. Vive lungo le coste, a profondità che vanno dai venti ai 300 metri, su fondi sabbiosi o ghiaiosi, con temperature che vanno dagli 8 ai 24 gradi. Si tratta di un pesce longevo che può vivere fino a 15 anni. Gli adulti vivono in profondità, solitari o in piccoli branchi. La mazòla è un pesce carnivoro le cui prede variano durante la crescita. Ha una lunghezza tipica di una trentina di centimetri ma alcuni esemplari possono arrivare molto oltre. La testa è grande, ricoperta di placche ossee. Da questa particolare conformazione, deriva il detto romagnolo: <em>“L’ha ‘na testa com una mazòla!”</em> (Ha la testa come una mazzola). Cioè: “E’ una persona con la testa dura o di difficile comprendonio”. Il corpo è affusolato e termina con una grossa pinna caudale. La mazòla è un pesce magro: i grassi sono appena 2-3 grammi mentre le proteine possono arrivare ai 18-20 grammi. Contiene potassio, fosforo, calcio e vitamina D in buone proporzioni. E’ un pesce caratterizzato da carni molto morbide e bianche. E’ indicato in ogni tipo di dieta. La <strong><em>ricetta</em></strong> che vi proponiamo è la mazòla al forno.</p>



<p><strong>Ingredienti:</strong> 5 mazòle di mare medie fresche; 2 spicchi d’aglio; 2 rametti di rosmarino; un bicchiere piccolo di vino bianco; 1/2 bicchiere di succo di arancia; 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale e pepe.</p>



<p><strong>Come si fa</strong>: tagliate con le forbici da cucina tutte le pinne; da una branchia eliminate le interiora e poi con un coltello affilato incidete sul dorso dalla coda alla testa arrivando alla spina centrale. Procedete con un coltello da sfilettare e tagliate pari alla spina da entrambi i lati fino alla testa, eliminandola in un colpo solo. Ungete una ciotola capiente con metà olio, unite ciuffetti di rosmarino, l’aglio affettato fine a lamelle e sistemate le mazòle l’una accanto all’altra. Aggiungete ancora rosmarino, sale e pepe e irrorate il pesce con il vino bianco e il succo di arancia, sigillate la ciotola e lasciate marinare per almeno 2 ore in frigorifero. Accendete il forno a 180 ° statico, rivestite una teglia capiente con carta da forno bagnata e strizzata, ungetela con l’olio rimasto e sistemate le mazòle affiancate, un’altra spizzicata di sale e pepe poi versate sul fondo della teglia qualche cucchiaiata di marinata irrorando anche il pesce. Sigillate la teglia con un foglio di alluminio e infornate, già a temperatura, per circa 15 minuti. Togliete l’alluminio dalla teglia e infornate ancora per qualche minuto affinché le mazòle risultino rosolate e cotte. Servitele calde con il sugo di cottura.</p>



<div id="attachment_3445" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3445" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3445" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-300x200.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-1024x683.jpg 1024w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-768x512.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-75x50.jpg 75w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-1140x760.jpg 1140w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-255x170.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-120x80.jpg 120w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-60x40.jpg 60w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-480x320.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-500x333.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-750x500.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini-360x240.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2020/01/5.Sardoncini.jpg 1219w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3445" class="wp-caption-text">Sardoncini.</p></div>
<p>Infine, per il pesce azzurro, non posiamo non affidarci ai <strong>sardoncini </strong>(in italiano Alici, nome scientifico (<em>Engraulis encrasicolus</em>), che hanno il loro periodo di gloria da novembre ad aprile, prima dell’estate. Questo gustosissimo pesce azzurro, in Romagna viene “religiosamente” gustato con la piadina e altri ingredienti, secondo diverse varianti. Eccovene dunque una <strong><em>ricetta</em></strong>: sardoncini con radicchio e cipolla.</p>



<p><strong>Ingredienti </strong>(per sei persone): un chilo di sardoncini freschi; 2 cipolle di Tropea; pane grattugiato; prezzemolo; rosmarino; olio extravergine d’oliva; 2 spicchi aglio; sale e pepe; radicchio. Per la piada: 500 gr di farina 0; 250 ml di latte; 100 gr di strutto; un pizzico di sale; un pizzico di bicarbonato; acqua quanto basta (o 250 ml di latte se la si vuole rendere un po’ più morbida)</p>



<p><strong>Come si fa:</strong> preparate i sardoncini per la cottura togliendo ad ognuno la testa, interiora e lisca. Lavateli delicatamente; preparate il condimento in una terrina. Amalgamate il pane grattugiato, aggiungete olio, sale, pepe, prezzemolo, rosmarino tritati e uno spicchio di aglio per fare insaporire i sardoncini nel composto aromatizzato. Adagiateli sulla griglia e procedete alla cottura che dovrà essere breve.</p>



<p><strong>Come si fa la piada</strong>: su un tagliere, formate una “fontana” con la farina e, al centro, mettete lo strutto, il bicarbonato e il sale. Aggiungete l’acqua (o il latte) per impastare tutti gli ingredienti fino a formare una palla. Tagliatela a pezzi di uguale misura formando delle palle più piccole che tirerete col mattarello per creare dei dischi di un’altezza massima di circa 4/5 millimetri. Nel frattempo, scaldate il testo di ghisa a fuoco alto sul fornello. Quando il testo sarà caldo, appoggiategli sopra il primo dei vostri dischi di piada e bucherellatelo con una forchetta. Giratelo un paio di volte per circa trenta secondi e, quando la piada sarà cotta, farcitela ancora calda con i sardoncini, la cipolla tagliata a rondelle e il radicchio.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
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