Perché questo blog?

Perché noi del Doge abbiamo deciso di creare questo blog?
Perché siamo convinti che il cibo, i frutti della natura e il modo nel quale vengono preparati, siano più che un semplice modo di alimentarsi. Sono un segno di cultura, identità e relazione del territorio. Certo, si mangia per gustare ma anche per tramandare tradizioni e inventarne di nuove, per dire chi siamo e da dove veniamo, per comunicare. Noi pensiamo che il cibo e la sua preparazione ci rimandino a un universo di significati e valori più profondo di ciò che vediamo in superficie. Come scriveva il pittore inglese John Everett Millais: “Anche la gastronomia è un’arte e la più completa di tutte, perché tocca tutti i sensi”. E’ il racconto della civiltà e delle comunità alle quali appartiene, una narrazione che si tramanda, che unisce e coinvolge. Qualcosa di legato alla terra, al lavoro contadino, alla manualità e all’ospitalità. Quindi come potremmo noi, che facciamo dell’ospitalità una vocazione, non parlarne approfonditamente?

La pasta in bianco è davvero così leggera?

La pasta: ripiena, all’uovo o di semola, è uno dei piatti più amati e iconici della cucina italiana ma spesso ...

Nino Bergese, “cuoco dei re e re dei cuochi”

Quello di Nino Bergese è un nome che non dirà molto a tanti appassionati di cucina ma se citiamo un ...

Italia, capitale mondiale dell’enogastronomia

Chi segue questo blog da un po’ di tempo, sa bene come noi consideriamo il nostro Paese un caposaldo dell’enogastronomia ...

Pasqua: è tempo (anche) di Pastiera napoletana

In termini culinari, Pasqua significa soprattutto uova di cioccolato e colomba. Sono queste le dolcezze in voga per festeggiare con ...

Pellegrino Artusi, il capomastro della cucina italiana moderna

Se immaginiamo la storia della cucina italiana moderna come un edificio, Pellegrino Artusi è l’uomo che a quell’edificio ha dato ...

Il Bursòn, una storia romagnola

Esiste un vino che si coltiva solo nella zona di Bagnacavallo ed è originario e tipico solo di quel luogo ...