Il nostro Paese è famoso nel mondo per la sua straordinaria tradizione culinaria. Non ce lo diciamo noi italiani, ce lo dicono

n questa immagine e in copertina, Gualtiero Marchesi fotografato da Bruno Cordioli nel 2010. (da flickr.com e commons.wikimedia.org)

gli amanti della cucina delle altre nazioni. Uno degli chef che ha contribuito in modo significativo a consolidare la nostra reputazione nel mondo della gastronomia è senz’altro Gualtiero Marchesi. Nato il 19 marzo 1930 a Milano, Marchesi è diventato famoso per essere stato il primo chef italiano ad ottenere le tre stelle Michelin. La sua carriera ha rappresentato un’incredibile avventura attraverso il mondo della cucina, segnando un’epoca e influenzando generazioni di cuochi successivi.

Gualtieri Marchesi, gli inizi

Marchesi ha iniziato la sua carriera nel settore della ristorazione sin da giovane, frequentando la Scuola Alberghiera di Sondrio dopo aver lasciato gli studi d’architettura per la sua vera grande passione: la cucina. Dopo aver completato la sua formazione, ha iniziato a lavorare in alcuni dei ristoranti più prestigiosi d’Italia e all’estero. La sua capacità e dedizione per l’arte culinaria si sono presto manifestate, attirando l’attenzione di chiunque avesse l’opportunità di assaporare le sue creazioni. La svolta decisiva nella sua carriera è avvenuta quando ha aperto il suo ristorante, l’Osteria di Santa Maria di Canneto, nel 1977. In questo luogo incantevole e suggestivo, situato nella provincia di Bergamo, Marchesi ha iniziato a sperimentare e a innovare, sfidando le convenzioni culinarie dell’epoca. Il suo approccio rivoluzionario alla cucina ha rapidamente attratto l’attenzione dei critici gastronomici e degli intenditori, guadagnandosi una stella Michelin già nel 1980 a soli tre anni dall’apertura. La vera pietra miliare della carriera è però arrivata nel 1986, quando ha ottenuto la prestigiosa terza stella Michelin. Questo riconoscimento l’ha consacrato come uno dei migliori chef del mondo, e la sua fama è cresciuta esponenzialmente. La guida Michelin ha premiato il suo talento, la sua creatività e la sua maestria, riconoscendone il suo contributo eccezionale al panorama gastronomico mondiale.

Perché Marchesi è importante?

Un risotto alla milanese. Foto di grobery da flickr.com.

Ciò che lo rende così importante è la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione nella cucina italiana. Pur rispettando le radici della cultura gastronomica nazionale, Marchesi ha avuto il coraggio di sperimentare con ingredienti, tecniche e presentazioni, portando la cucina del Belpaese a nuove vette di raffinatezza e originalità. La sua visione audace e la sua dedizione alla perfezione hanno ispirato una nuova generazione di cuochi italiani a rompere gli schemi e a cercare l’eccellenza. Il suo ristorante è diventato un punto di riferimento per gli amanti della buona cucina, desiderosi di assaporare le sue creazioni uniche. Da vero “Maestro” è riuscito a creare un’esperienza culinaria completa, dove il gusto, la presentazione e l’atmosfera si fondono armoniosamente per creare un’esperienza indimenticabile.

Marchesi, le sue ricette

Tra le sue ricette più famose, spicca il risotto alla milanese, una versione straordinaria di un piatto tradizionale. La sua interpretazione di questo piatto ha fatto storia, evidenziando la sua maestria nell’equilibrare sapori e nella cura dei dettagli. Il suo risotto è diventato un’icona della sua cucina e una delizia per i palati

Sfogliatella napoletana.

fortunati che hanno avuto il privilegio di gustarlo. Gioca sull’armonia cromatica tra il giallo del riso allo zafferano e l’oro della foglia posata al centro del piatto, increspata dal calore del riso: un piatto elegante ed equilibrato. Altro piatto “storico” della cucina di Gualtiero Marchesi è la Rosa di Parmigiano, una preparazione che ha dimostrato il suo approccio artistico alla presentazione (non per niente studiava architettura). Si tratta di una scultura realizzata con fogli sottili di Parmigiano-Reggiano, creando una rosa che è un capolavoro visivo e gastronomico. Poi, il Giallo e il Rosso: un esercizio di stile che evidenziava la sua maestria nell’equilibrare i sapori nelle presentazioni creative. Questo piatto giocava con il contrasto tra il giallo e il rosso, combinando ingredienti in modo impeccabile. Infine, la Sfogliatella: Marchesi ha reinterpretato la classica sfogliatella napoletana in modo innovativo, creando uno dei suoi dessert più amati e iconici.

Tutti gli chef di oggi sono influenzati da Marchesi

Il suo contributo alla cucina italiana è stato così significativo che è difficile trovare un cuoco di successo in Italia che non sia stato in qualche modo influenzato dalle sue idee e dal suo stile. Marchesi è stato il mentore di numerosi chef emergenti, trasmettendo loro la sua passione e il suo savoir-faire. I suoi eredi culinari continuano a onorare la sua eredità, portando avanti la tradizione della cucina italiana con il suo spirito innovativo. La sua scomparsa nel 2017 ha rappresentato una perdita enorme per il mondo della gastronomia. Tuttavia, il suo leggendario status di pioniere della cucina italiana rimarrà indelebile. La sua vita e la sua carriera sono un esempio di dedizione, creatività e perseveranza, che continueranno a ispirare cuochi e amanti del cibo in tutto il mondo per le generazioni a venire.