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	<title>farina di castagne Archives - Hotel Doge - Riccione</title>
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		<title>Castagne e marroni: il gusto dell’autunno fra tradizioni, storia e nuove ricette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 17:40:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l’autunno arriva con i suoi colori caldi e le giornate più brevi, in tante piazze italiane si diffonde un profumo inconfondibile: quello delle castagne arrostite. Castagne e marroni, pur simili, non sono la stessa cosa ma entrambi raccontano una &#8230; <a href="https://www.hoteldoge.com/castagne-e-marroni-il-gusto-dellautunno-fra-tradizioni-storia-e-nuove-ricette/">Read More</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando l’autunno arriva</strong> con i suoi colori caldi e le giornate più brevi, in tante piazze italiane si diffonde un profumo inconfondibile: quello delle castagne arrostite. Castagne e marroni, pur simili, non sono la stessa cosa ma entrambi raccontano una storia che unisce gastronomia, letteratura e cultura popolare. Sono frutti <strong>(frutti dal punto di vista culinario e commerciale,</strong> ma <strong>semi dal punto di vista botanico</strong>) che più di altri evocano l’idea di convivialità, tradizione e calore familiare.</p>
<h3>Castagne e marroni: due fratelli diversi</h3>
<p><strong>La distinzione tra castagne e marroni</strong> è chiara a chi frequenta boschi e mercati. Le castagne sono più piccole, dalla buccia scura e dalla forma irregolare; i marroni sono più grandi, dalla buccia liscia e chiara, e la pellicina interna si stacca facilmente dalla polpa. Dal punto di vista gastronomico, i marroni hanno un pregio in più: dolci e consistenti, sono ideali per preparazioni raffinate come i <strong>marrons glacés</strong> o i ripieni delle carni. Non a caso, già nel Cinquecento il naturalista Costanzo Felici definiva i marroni “<em>frutti nobili</em>” rispetto alle più popolari castagne, sottolineandone il valore non solo alimentare ma anche commerciale.</p>
<h3>L’albero del pane</h3>
<p><strong>Per secoli il castagno</strong> è stato una risorsa vitale. Definito “<em>l’albero del pane</em>”, ha nutrito intere popolazioni delle aree montane. I frutti, una volta essiccati e macinati, davano origine alla farina di castagne, utilizzata per polente, focacce e zuppe. <a href="https://www.hoteldoge.com/la-piada-nella-letteratura-e-nella-storia-da-virgilio-a-marino-moretti/">Giovanni Pascoli</a>, figlio della nostra Romagna che abbiamo citato più volte in questo blog, ricordava nelle sue prose il valore quotidiano della castagna, capace di “<em>sfamare senza l’aiuto del grano</em>”. Anche un’altra nostra antica conoscenza, <a href="https://www.hoteldoge.com/le-noci-un-antico-patrimonio-di-benessere/">Plinio il Vecchio</a>, secoli prima, nella sua <em>Naturalis Historia</em>, descriveva le castagne come alimento già diffuso tra i popoli italici, sottolineandone l’uso in focacce e farine. Così, da Roma antica al Medioevo, fino al Novecento, la castagna è stata compagna di lavoro, guerra e povertà. E ancora oggi conserva un’aura di cibo essenziale, radicato nella memoria collettiva.</p>
<h3>Sagre e feste: un rito che resiste</h3>
<p><strong>In autunno</strong>, borghi e paesi italiani celebrano le sagre della castagna, eredi di riti antichi. Queste feste non sono solo occasioni gastronomiche, ma momenti di comunità e cultura. La Sagra delle Castagne di Marradi, in Toscana, è tra le più celebri: qui si degustano caldarroste, necci e castagnacci, accompagnati dal treno a vapore che ancora oggi attraversa la valle del Mugello. Nel Lazio, Soriano nel Cimino celebra con cortei storici il suo frutto simbolo, mentre in Piemonte e Trentino le fiere dedicate ai marroni attraggono turisti da tutta Europa. Lo scrittore Mario Rigoni Stern, cantore delle montagne, descriveva queste sagre come momenti di ritorno alla comunità: “<em>Ogni castagna sul fuoco è un ricordo acceso</em>”. Una frase che racchiude il legame profondo tra questi frutti e la memoria popolare.</p>
<h3>Le ricette della tradizione</h3>
<p><strong>Castagne e marroni</strong> non sono solo storia e simbolo: sono ingredienti straordinariamente versatili. In queste ricette tradizionali, ad esempio, la castagna è grande protagonista. <strong>Caldarroste</strong>: regine dell’autunno, preparate sulla brace o in una padella forata. Un cibo povero diventato <em>street food</em> identitario. <strong>Castagnaccio</strong>: dolce rustico toscano e ligure, con farina di castagne, pinoli, uvetta e rosmarino. <strong>Polenta di castagne</strong>: un tempo sostitutiva del pane, oggi recuperata come piatto gourmet, da servire con formaggi stagionati e salumi locali. <strong>Zuppa di castagne</strong>: diffusa in molte valli appenniniche, questo piatto povero ha oggi nuove interpretazioni nei ristoranti di montagna.</p>
<p>I marroni, invece, entrano nelle cucine più raffinate: come i già ricordati <strong> Marrons glacés</strong>, nati in Francia ma perfezionati in Italia, simbolo di dolcezza autunnale. Oppure come <strong>ripieni di carni pregiate</strong> quali tacchino o faraona, piatti spesso serviti durante le feste natalizie. O nella <strong>purea di marroni</strong>, usata come contorno o base per dolci al cucchiaio.</p>
<h3>Dal bosco alla tavola gourmet</h3>
<p><strong>In effetti, negli ultimi anni</strong>, al di là delle ricette più tradizionali, castagne e marroni hanno conosciuto una nuova vita nelle cucine creative. Chef stellati li propongono in risotti mantecati con crema di marroni, tortelli di castagne e funghi porcini, persino in gelati artigianali e birre aromatizzate. Il loro fascino sta proprio nella capacità di unire la rusticità della tradizione con la sperimentazione contemporanea. Probabilmente aveva ragione Italo Calvino quando, parlando dei cibi contadini, scriveva: “<em>ogni sapore è memoria e invenzione allo stesso tempo</em>”.</p>
<h3>Proprietà nutrizionali</h3>
<p><strong>Oltre al gusto</strong>, le castagne vantano un profilo nutrizionale interessante. Ricche di carboidrati complessi, forniscono energia a lento rilascio; sono fonte di potassio e magnesio, utili al benessere muscolare e nervoso. Inoltre, la farina di castagne è naturalmente priva di glutine, e si presta quindi a ricette adatte ai celiaci.</p>
<h3>Un simbolo che resiste</h3>
<p><strong>Dalla letteratura alla cucina</strong>, dalle sagre popolari ai ristoranti stellati, castagne e marroni continuano a raccontare l’Italia dell’autunno. Sono frutti che parlano di boschi, di comunità, di resistenza nei secoli. E che oggi, tra innovazione e riscoperta, restano protagonisti della tavola. Come scrisse Giosuè Carducci in una delle sue odi dedicate alla natura appenninica: “<em>Le castagne fumano al focolare, ed è festa nei cuori semplici</em>”. Una frase che, ancora oggi, restituisce tutto il calore di questo frutto senza tempo.</p>
<p><em>L’immagine di copertina è stata creata da un programma di intelligenza artificiale.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
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		<title>Il castagnaccio, dolce povero dell’Appennino</title>
		<link>https://www.hoteldoge.com/il-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 08:58:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’Ottocento, la vita dei contadini (braccianti e mezzadri) della pianura e delle prime colline romagnole è molto dura. Il ciclo della vita agricola, immutabile nei secoli, lascia le popolazioni delle campagne sempre allo stesso destino: nasci contadino, impari il mestiere, diventi contadino e cresci figli contadini. Non c’è ascensore sociale. L’isolamento sociale e culturale è la caratteristica delle comunità rurali di allora. Prima dell’unità d’Italia, dunque sotto lo Stato Pontificio, esistono addirittura regolamenti locali che vietano a chi vive in campagna di scendere in città se non per fiere e mercati. L’isolamento (che finisce però per rinsaldare i sentimenti di aiuto reciproco) è dunque voluto.</p>
<p>Tuttavia, c’è chi sta ancora peggio dei contadini di pianura e collina: gli abitanti dell’Appennino. Si tratta di persone che hanno gli stessi problemi dei</p>
<div id="attachment_3321" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-3321" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3321" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-300x169.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-89x50.jpg 89w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-255x144.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-142x80.jpg 142w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-71x40.jpg 71w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-480x270.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-500x282.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni-360x203.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/1.Bosco-di-castagni.jpg 625w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3321" class="wp-caption-text">Un bosco di castagni dell&#8217;Appennino romagnolo</p></div>
<p>“colleghi” di pianura ma che vivono in un ambiente poverissimo, non adatto alle coltivazioni bensì ricco di boschi e foreste. Nell’Ottocento, in Romagna, il numero delle persone che abita sull’Appennino è almeno pari a quello di chi vive in campagna, a ridosso delle città. Sono talmente tanti, questi piccolissimi proprietari, “contadini di montagna”, che si rendono protagonisti anche di forti disboscamenti di terreni fino a quel momento coperti da selve secolari. Naturalmente lo fanno per una ragione: cercano di creare più terreni coltivabili per sé e per il sostentamento delle famiglie.</p>
<p>Si tratta di una scelta sbagliata. La resa di quei terreni strappati agli alberi non può di certo competere con i grassi e più soleggiati terreni in pianura. Tuttavia, con la miseria che attanaglia tutti, il guadagno immediato che arriva dalla vendita degli alberi abbattuti e l’ipotesi di avere un terreno in più da coltivare, spingono verso un disboscamento veloce. In alcune zone, a dir la verità, è la nascente “civiltà industriale”, a dare il colpo di grazia ad alcuni appezzamenti boschivi. Infatti, la nascente industria ferroviaria (la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Napoli-Portici">ferrovia Napoli – Portici</a>, la prima in Italia, è del 1839) abbisogna di legno per le traversine.</p>
<p>Da quel punto in poi, arrivare al dissesto idrogeologico è un passo breve. Frane, “fiumane” e alluvioni s’intensificano mettendo in difficoltà anche chi vive in pianura e quelle alluvioni le deve subire. E’ in quel periodo storico che incomincia a parlare di “prevenzione”. Se pensate al punto in cui siamo oggi, non si può dire siano stati fatti molti passi in avanti…</p>
<p>La povertà ai limiti della sussistenza delle comunità che vivono la montagna appenninica romagnola si riflette anche sulla cucina di quei territori dove la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castagna"><strong>castagna</strong></a> diventa il principale cibo di sostentamento. Ecco allora il pane di castagne, la polenta dolce e un dolce come il castagnaccio del quale forniremo una ricetta.</p>
<div id="attachment_3323" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3323" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3323" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-300x200.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-768x512.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-1024x683.jpg 1024w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-75x50.jpg 75w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-1140x760.jpg 1140w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-255x170.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-120x80.jpg 120w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-60x40.jpg 60w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-480x320.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-500x333.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-750x500.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna-360x240.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Castagna.jpg 1599w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3323" class="wp-caption-text">Castagna</p></div>
<p>Ma perché diviene il principale cibo contro la fame per le popolazioni montane della Romagna più di altri frutti o alimenti? Perché ha un alto valore energetico: 165 Kcal per 100 gr di prodotto. Il che significa che per battere la fatica, sentirsi sazi riempiendo uno stomaco troppo spesso vuoto, è il cibo ideale. Infatti, un frutto contiene l’84% di carboidrati, il 9% di lipidi e il 7% di proteine. Cento grammi di castagne forniscono 395 mg di potassio, 81 mg di fosforo (ottimo per aiutare il sistema nervoso), 30 mg di calcio e 0,9 mg di ferro. Le castagne sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute e contengono fibre utili per l’attività intestinale. Hanno anche un altro pregio per i “montanari” dell’epoca: sono facilmente conservabili per diverse settimane, basta tenerle in un lungo fresco e asciutto, sia che le si conservi al naturale, sia che prima le si sbucci e le si tenga a bagno per qualche giorno.</p>
<p>Delle castagne, va detto che le varietà presenti in Italia sono circa trecento e bisogna distinguere fra castagna e marrone. <strong>La prima</strong> è il frutto del castagno selvaggio e ogni riccio contiene tre frutti. <strong>Il secondo</strong>, invece, proviene da alberi coltivati e sempre migliorati con successivi innesti e ogni riccio contiene normalmente un solo frutto. Il marrone, rispetto alle castagne, ha un sapore più dolce e più profumato, è più grande e, sotto la buccia, è protetto da una sottile pellicina che può essere tolta molto facilmente. Il miglior periodo per “andare a castagne” è proprio questo, diciamo dalla fine di settembre fino ai primi di dicembre.</p>
<p>Con le castagne, si prepara un dolce che si chiama “<strong>castagnaccio</strong>”. A dir la verità, il nome e la ricetta cambiano, a seconda del luogo di preparazione.</p>
<div id="attachment_3322" style="width: 215px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-3322" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3322" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-205x300.png" alt="" width="205" height="300" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-205x300.png 205w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-34x50.png 34w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-255x373.png 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-55x80.png 55w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-27x40.png 27w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio-360x527.png 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Ambulante-vende-Castagnaccio.png 409w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /><p id="caption-attachment-3322" class="wp-caption-text">Un ambulante vende il castagnaccio durante una fiera.</p></div>
<p>In Lunigiana è una torta molto sottile chiamata patòna; in alcune zone dell’Appennino toscano è la torta di neccio; in Romagna è castagnaccio; in altri luoghi si chiama toppone, migliaccio, castignà… Sta di fatto che dopo anni in cui questo dolce povero della cucina appenninica era stato abbandonato, oggi è stato riscoperto, è tornato sulle tavole e gli si dedicano anche sagre e feste. Alcune Regioni (Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte) l’hanno riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tradizionali. Noi vi proponiamo una ricetta dell’Appennino romagnolo.</p>
<p><em><strong>I</strong><strong><em>ngredienti</em> per una teglia media</strong></em></p>
<p>Un chilo di farina di castagne, acqua, sale, pinoli sgusciati o noci, rosmarino, strutto o olio.</p>
<p><em><strong>Preparazione</strong></em></p>
<p>In una terrina impastate la farina di castagne con acqua e un pizzico di sale aggiungendo una manciata di pinoli sgusciati o noci sminuzzate, in modo da ottenere una pastella non tanto densa che coli come il miele.</p>
<p>Versate il tutto in una teglia media, precedentemente unta con strutto o olio o burro, in modo che lo spessore del composto nella teglia abbia uno spessore di circa due centimetri. Guarnite la superficie con pinoli o noci, qualche ago di rosmarino e una croce d&#8217;olio. Cuocete il tutto in forno a circa 150 gradi fino a quando la superficie diventa color cioccolato e incomincia a screpolarsi. Si può controllare la consistenza affondando la lama di un coltello che ne deve uscire pulito. Lasciate che si raffreddi un poco prima di tagliarlo in quadrotti e servirlo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_facebook_messenger" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook_messenger?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="Messenger" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&amp;linkname=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino%2F&#038;title=Il%20castagnaccio%2C%20dolce%20povero%20dell%E2%80%99Appennino" data-a2a-url="https://www.hoteldoge.com/il-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino/" data-a2a-title="Il castagnaccio, dolce povero dell’Appennino"></a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.hoteldoge.com/il-castagnaccio-dolce-povero-dellappennino/">Il castagnaccio, dolce povero dell’Appennino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.hoteldoge.com">Hotel Doge - Riccione</a>.</p>
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