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	<title>Storia del vino Archives - Hotel Doge - Riccione</title>
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	<description>Il piacere di sentirvi a casa vostra!</description>
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		<title>Il Bursòn, una storia romagnola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 04:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un vino che si coltiva solo nella zona di Bagnacavallo ed è originario e tipico solo di quel luogo. Anzi, sappiamo per certo persino quale sia la vite dalla quale ha preso vita. Questo vino è il Bursòn e &#8230; <a href="https://www.hoteldoge.com/il-burson-una-storia-romagnola/">Read More</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Esiste un vino che si coltiva</strong> solo nella zona di Bagnacavallo ed è originario e tipico solo di quel luogo. Anzi, sappiamo per certo persino quale sia la vite dalla quale ha preso vita. Questo vino è il <strong>Bursòn</strong> e la sua storia s’intreccia inequivocabilmente con quella della famiglia <strong>Longanesi di Boncellino di Bagnacavallo</strong>. Proviamo a raccontarla?</p>
<h3>La storia del Bursòn</h3>
<p><strong>Verso la fine dell’Ottocento, Antonio “Bursòn” Longanesi</strong> decide di trasferire la</p>
<div id="attachment_5527" style="width: 279px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-5527" loading="lazy" class="size-medium wp-image-5527" src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-269x300.jpg" alt="" width="269" height="300" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-269x300.jpg 269w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-45x50.jpg 45w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-255x285.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-72x80.jpg 72w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-36x40.jpg 36w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson.-360x402.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/1.-La-targa-che-ricorda-il-luogo-esatto-di-nascita-del-Burson..jpg 448w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" /><p id="caption-attachment-5527" class="wp-caption-text">La targa che ricorda il luogo esatto di nascita del Bursòn. In copertina, un grappolo d&#8217;uva di Bursòn con il caratteristico chicco verde.</p></div>
<p>sua famiglia contadina dal ferrarese al ravennate e acquista una casa e un terreno nella frazione di Boncellino, a Bagnacavallo. “Bursòn” è il soprannome della famiglia. Dare soprannomi era una pratica usuale un tempo nell’Emilia-Romagna contadina. Ogni famiglia ne aveva uno. La mia, ad esempio, che è originaria di Mulazzano di Coriano, aveva come soprannome “<em>ad Midèin</em>”. Noi eravamo i “<em>Semprini ad Midèin</em>” e questo ci distingueva dagli altri numerosi Semprini del riminese. <em>Midèin</em> era il diminutivo di Diomede, il mio bisnonno. Perché i Longanesi fossero soprannominati “Bursòn” non lo sanno nemmeno gli eredi del patriarca Antonio. Si pensa abbia a che vedere con una grande borsa “<em>un borsone</em>”, oppure con il “<em>tira-buson</em>”, il cavatappi. Fatto sta che Antonio trova sul terreno appena comprato una quercia solitaria e, avvinghiata a quest’albero, una vite di uva selvatica che produce acini nerissimi e lucidi. Antonio pensa che sia una buona idea lasciarla lì e, nel corso degli anni, quest’uva viene torchiata con altre degli altri vigneti familiari per produrre degli onesti ma anonimi vini che vengono utilizzati solo per il fabbisogno familiare.</p>
<h3>La scoperta del Bursòn</h3>
<p><strong><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-5528" src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-300x200.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-75x50.jpg 75w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-255x170.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-120x80.jpg 120w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-60x40.jpg 60w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-480x320.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-500x334.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio.-360x240.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Consorzio..jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Passano i decenni</strong> e i primi Longanesi ad accorgersi che il vino prodotto dall’usare solo i grappoli di quell’unico vitigno è qualcosa di davvero particolare, sono i nipoti di Antonio: Pietro e Antonio “Bursòn” junior. È quest’ultimo, nato nel 1921, a voler fare la prova del densimetro sugli acini di quest’uva. Viene fuori che il mosto è a 14 gradi. Tanto, anche rispetto a mosti di altre uve molto “ricche” che arrivavano al massimo a 7/8 gradi. La leggenda narra che Bursòn junior, scomparso nel 2020 a 99 anni, abbia esclamato: “<em>Quest l’è un caval ad raza!</em>” (“Questo è un cavallo di razza!”). A quel punto, lui e Pietro decidono di innestare il primo vigneto, partendo da quell’unica vite ancora abbarbicata alla quercia. Siamo nel 1950. In quei tempi le osterie romagnole erano i luoghi di ritrovo dei maschi adulti. Lì nascevano le battute, le storie, le sfide che erano il sale delle conversazioni. Ed è stata probabilmente una sfida: “<em>Ve lo faccio sentire io un vino buono!</em>” a far conoscere il vino di Antonio agli amici dell’osteria. I quali, assaggiato questo rosso scurissimo, possente, strutturato e caloroso, pensarono di ribattezzarlo “<em>E’ Bursòn</em>”, il vino di Bursòn. Il nome nasce da questa degustazione collettiva.</p>
<h3>Il Bursòn conquista i palati</h3>
<p><strong>Il Bursòn piace</strong> e Antonio ne regala le barbatelle agli amici contadini dei dintorni perché possano coltivarlo anche loro. La produzione così si allarga e diventa patrimonio comune di queste campagne nei dintorni di Bagnacavallo. Anni dopo nasce il consorzio di Bagnacavallo e, nel Duemila, si decide di far esaminare il dna del Bursòn al laboratorio di ricerca dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Salta fuori che nessuna uva conosciuta ha le caratteristiche di questa: siamo di fronte a un vitigno originale e autoctono al cento per cento! Incredibile. Il Bursòn viene così iscritto al <strong>Registro nazionale delle varietà di vite</strong> con il nome più giusto: <strong>uva Longanesi</strong>. E anche il nome, Bursòn, viene depositato e registrato.</p>
<h3>Quali sono le caratteristiche del Bursòn?</h3>
<p><strong>Questo vino è caratterizzato</strong> da grappoli di dimensioni moderate e acini dal colore</p>
<div id="attachment_5529" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-5529" loading="lazy" class="size-medium wp-image-5529" src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-200x300.jpg 200w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-681x1024.jpg 681w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-768x1154.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-1022x1536.jpg 1022w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-33x50.jpg 33w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-599x900.jpg 599w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-255x383.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-53x80.jpg 53w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-27x40.jpg 27w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-480x721.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-500x751.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-750x1127.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_.-360x541.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2024/03/2.-Foto-di-bopuc-su-Freeimages.com_..jpg 1068w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><p id="caption-attachment-5529" class="wp-caption-text">Foto di bopuc tratta da Freeimages.com.</p></div>
<p>peculiare. Uno degli aspetti affascinanti di questo vitigno è la presenza di acini che <strong>rimangono verdi</strong> durante il processo di maturazione. Questa peculiarità, sebbene non sia una costante, gli conferisce un&#8217;aura di mistero e lo rende oggetto di studio tra gli esperti di viticoltura. Il suo sapore è spesso descritto come complesso, con note fruttate, floreali e speziate che s’intrecciano in un equilibrio armonioso. La vista è accarezzata da un colore intenso e profondo, che varia dal rubino al granato con l&#8217;invecchiamento. L&#8217;olfatto è rapito da un bouquet complesso, che spazia da profumi floreali a note fruttate e speziate. In bocca, si distingue per la sua struttura robusta e il gusto persistente, con tannini ben integrati e una piacevole acidità. Si presta, con la sua complessità e struttura, ad accompagnare una vasta gamma di piatti. Le carni rosse, i formaggi stagionati e i piatti ricchi di sapore, dall’osso buco alle pappardelle al ragù, trovano in questo vino il loro compagno ideale. Ma il Bursòn può sorprendere anche accanto a piatti più leggeri, come quelli a base di funghi o carni bianche. Chissà se il vecchio patriarca Antonio si sarebbe mai aspettato che da un’unica vite potesse nascere tutto questo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_facebook_messenger" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook_messenger?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="Messenger" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&amp;linkname=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-burson-una-storia-romagnola%2F&#038;title=Il%20Burs%C3%B2n%2C%20una%20storia%20romagnola" data-a2a-url="https://www.hoteldoge.com/il-burson-una-storia-romagnola/" data-a2a-title="Il Bursòn, una storia romagnola"></a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.hoteldoge.com/il-burson-una-storia-romagnola/">Il Bursòn, una storia romagnola</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.hoteldoge.com">Hotel Doge - Riccione</a>.</p>
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		<title>Il vino, che storia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavio Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 10:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[fattoria fiammetta]]></category>
		<category><![CDATA[Storia del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della vinificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tenuta Carbognano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi tutti riconosciamo una certa importanza sociale al vino. Se bevuto con criterio, in compagnia di buoni amici o in famiglia, è certamente un elemento di aggregazione. Purché non si esageri nella quantità e non si scada nella qualità perché allora diventa un problema. Esattamente come per tante altre cose che la vita ci offre, sta a ognuno di noi trovare l’equilibrio nel consumarle.</p>
<p>I lettori di questo blog hanno imparato a conoscere due aziende nostre fornitrici (<a href="http://www.hoteldoge.com/tenuta-carbognano-lamore-per-il-vino/">Tenuta Carbognano</a> e <a href="http://www.hoteldoge.com/cantina-fiammetta-in-equilibrio-fra-tradizione-e-innovazione/">Cantina Fiammetta</a>), le quali producono ottimi vini del territorio. In quest’articolo non tratteremo però di raccolta, vinificazione e imbottigliamento. Scriveremo, invece, della storia del vino e forse capiremo, alla fine, perché quando si parla di vino, si parla anche di storia dell’Uomo.</p>
<div id="attachment_3330" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3330" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3330" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-300x225.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-768x576.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-67x50.jpg 67w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-255x191.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-107x80.jpg 107w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-53x40.jpg 53w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-480x360.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-500x375.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-750x563.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite-360x270.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/2.Foglia-di-vite.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3330" class="wp-caption-text">Un foglia di vite, la vitis vinifera.</p></div>
<p>Cominciamo col dire che la vite, <em>la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vitis_vinifera">Vitis Vinifera</a></em>, nella sua forma selvatica (<em>Vitis Vinifera Sylvestris</em>), esiste da molto prima che l’uomo (inteso per come l’intendiamo noi), apparisse sulla Terra. Alcuni fossili hanno conservato delle foglie che è stato possibile datare a 2,58 milioni di anni fa (l’uomo di Neanderthal compare 200mila anni or sono). Piuttosto diffusa in tutto il mondo, quest’antica vite che si sviluppava verso l’alto (non dovete immaginarla disposta come in un vigneto ma come alberi selvatici lungo i corsi dei fiumi), subì un arretramento che ne minacciò l’estinzione a causa delle glaciazioni tipiche di quell’Epoca (il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pleistocene">Pleistocene</a>). La “nonna” della nostra vite fu però fortunata: trovò rifugio nelle zone del Caucaso tra il Mar Caspio, il Mar Nero e gli altopiani degli attuali Iran e Turchia e da lì, dopo il periodo glaciale, ricominciò a espandersi di nuovo su tutto il globo.</p>
<p>Gli storici sono concordi nell’affermare che gli uomini primitivi raccogliessero grappoli d’uva nati spontaneamente dalle piante apprezzando il gusto zuccherino dei chicchi. Ma da lì, a cominciare a parlare di vinificazione, seppur primordiale, ce ne passa. La prima svolta avviene verso il novemila avanti Cristo quando molte tribù da nomadi diventano stanziali e iniziano a curare l’agricoltura e non solo la caccia. A quel punto l’uomo inizia a pensare alla vite come a una pianta “utile” da tenere a portata di mano per sfamare i villaggi e inizia ad addomesticarla. E’ provato che duemila anni dopo, nel villaggio di Jahu, lungo il fiume Giallo in Cina, gli abitanti fossero già in grado di gustare una bevanda fermentata dalle uve di vite: un vino mescolato con miele e fiori.</p>
<p>Da allora in poi questo nettare diventa una bevanda comune per tutte le culture, le nazioni e le latitudini. E, naturalmente, iniziano a nascere storie: vere, verosimili e leggendarie. Cominciamo con il dire che la parola italiana “vino” viene dal latino “vinum” che traduce il greco οίνός il quale, a sua volta, ha origine dalla forma “wain” di origine anatolico/caucasica, cioè proprio dalla lingua del luogo dove la vite si era rifugiata per scampare alle glaciazioni… Alla luce di questa certezza linguistica, il testo biblico che racconta di come la prima vite nella storia dell’uomo fosse stata piantata alle pendici del monte <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ararat">Ararat</a> (che si trova proprio lì, cioè fra Turchia, Armenia e Iran), dopo il diluvio universale, assume quasi una valenza storica. Del resto, le popolazioni mesopotamiche, grandi consumatrici di vino, scrivevano che questa bevanda veniva da un “monte di là dai confini”. E la mitologia greca racconta del dio Dioniso che, bambino, scopre la viticoltura. Anche lui la scopre su un monte, ma stavolta è l’Elicona, nella regione della Beozia.</p>
<div id="attachment_3331" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-3331" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3331" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-300x199.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-768x510.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-75x50.jpg 75w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-255x169.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-120x80.jpg 120w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-60x40.jpg 60w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-480x319.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-500x332.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-750x498.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno-360x239.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/3.Vino-in-botti-di-legno.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3331" class="wp-caption-text">Il vino in botte.</p></div>
<p>In Italia la viticoltura si sviluppa grazie ai frequenti scambi commerciali con i Fenici e i Greci (che nell’Italia del Sud hanno numerose colonie). Con Roma e l’Impero diventa</p>
<p>una pratica agricola comune in tutta l’Europa occidentale e fino alla Britannia. Il vino in epoca romana non è ancora quello che beviamo noi oggi. Il principio della macerazione era sconosciuto alla maggioranza dei nostri antenati che però, ispirati dai celti, iniziarono a utilizzare le botti di legno per la conservazione (oltre alle anfore), e scoprirono il concetto di “invecchiamento”. Dagli scritti di diversi autori romani, fra questi anche Orazio e Plinio il Vecchio, leggiamo che i vini erano molto apprezzati dalla nobiltà e che esistevano già delle “etichette” più o meno prestigiose. Apprezzatissimo era il vino Falerno. Conosciutissimi l’Albano e il Caecubano. Nelle osterie e nelle bettole della suburra il vino, invece, poteva essere di pessima qualità e per questo veniva “speziato”, in modo da nasconderne il gusto.</p>
<p>Con la caduta dell’Impero romano, tocca alla Chiesa conservare le conoscenze di vinificazione accumulate nel corso dei secoli. Ai primordi del Medioevo un ruolo importante, in questo senso, lo gioca <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_San_Colombano">l’Abbazia di San Colombano</a> a Bobbio, nel piacentino, che in quegli anni è un vero faro culturale per tutta Europa (la sua biblioteca conservava più di 700 codici nell’anno 982) e i cui monaci, andando in giro per l’Europa a fondare altri monasteri satellite, portavano a tutti le loro conoscenze, vinificazione compresa. Ed è proprio nel Medioevo che abbiamo un progresso nella qualità del vino; mentre quelli antichi erano spesso tagliati con acqua e resi più gradevoli con l&#8217;uso di erbe, miele e aromi, il vino nella forma in cui lo consumiamo ancor oggi appare precisamente in questo periodo. Dunque, è l’espansione della civiltà cristiana a essere all&#8217;origine dell&#8217;espansione della viticoltura in Europa. Del resto, il sacramento dell’Eucarestia si compie con pane e vino e dunque questa bevanda fermentata è importante per la liturgia e la vita stessa dei cristiani del tempo.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-3332" src="http://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-300x180.jpg 300w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-768x461.jpg 768w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-83x50.jpg 83w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-255x153.jpg 255w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-133x80.jpg 133w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-67x40.jpg 67w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-480x288.jpg 480w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-500x300.jpg 500w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-750x450.jpg 750w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino-360x216.jpg 360w, https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/11/4.Bicchieri-di-vino.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il Rinascimento italiano è un periodo nel quale il vino della nostra penisola conquista i mercati di tutta Europa, in particolare il ricco mercato inglese. Ma è proprio in questo periodo storico che nascono grandi e importanti vigneti sia in Francia che in Spagna e l’Italia perde pian piano il suo primato, fino a essere surclassata dai francesi nei secoli seguenti. La rinascita italiana avviene a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Nascono le prime etichette DOC (Denominazione di Origine Controllata) e le tecniche di coltivazione e produzione migliorano notevolmente grazie ai vincoli imposti dai disciplinari di produzione. Oggi molti vini italiani ottengono successi straordinari in tutto il mondo e non è un risultato da poco visto che, come abbiamo raccontato, la vite, l’uva e il suo prodotto finale fanno parte della storia di tutta l’umanità fin dagli albori.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.hoteldoge.com/wp-content/uploads/2019/08/ich.jpg" width="100"  height="100" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.hoteldoge.com/author/flavio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Flavio Semprini</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Scrive di sport, enogastronomia, edilizia e turismo e si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_facebook_messenger" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook_messenger?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="Messenger" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_telegram" href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="Telegram" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&amp;linkname=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.hoteldoge.com%2Fil-vino-che-storia%2F&#038;title=Il%20vino%2C%20che%20storia%21" data-a2a-url="https://www.hoteldoge.com/il-vino-che-storia/" data-a2a-title="Il vino, che storia!"></a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.hoteldoge.com/il-vino-che-storia/">Il vino, che storia!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.hoteldoge.com">Hotel Doge - Riccione</a>.</p>
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