Sarò forse troppo vecchio ma: “Le stagioni non sono più quelle di una volta”, è un’affermazione ipoteticamente qualunquistica che, lo ammetto, condivido praticamente in toto. Io ho 57 anni e non ricordo di aver accusato il caldo umido delle ultime estati quando avevo dieci, venti o trent’anni. Il calore era diverso. C’era più vento fresco, specialmente la sera, che ritemprava dal caldo del giorno. Anche le persone più anziane che vivono nel mio quartiere concordano. Da Bruno, pensionato con la passione per l’agricoltura a Mauro, un tempo abile postino e oggi impeccabile giardiniere di casa fino alla Maria, ex donna ai piani di tanti alberghi nella sua vita. Tutti concordano: “E’ sarà ‘ste perché a sermie più zovni, mo’ me an m’arcord un cheld isè!”. Traduco per i non romagnoli: “Sarà perché eravamo più giovani, ma non ricordo un caldo così!”.

Se non vi fidate delle sensazioni dei miei vicini di casa, fidatevi almeno dell’Onu, i cui scienziati, nei documenti redatti l’anno scorso, hanno parlato di “costante aumento delle temperature fino a un grado e mezzo entro il 2040”. I problemi che questo può provocare, ve li lascio immaginare ma già li vediamo con la Siberia, bruciata fino ad oggi per milioni di ettari (un’area grande quanto la Grecia) o con i ghiacciai della Groenlandia che si sciolgono a tempo di record.

Tornando a noi e alle nostre copiose sudate agostane, come possiamo difenderci dal caldo afoso e opprimente di questo periodo? Certo, possiamo usare l’aria condizionata (sempre con giudizio e parsimonia per tanti motivi; da quello ambientale alla salute personale) ma c’è un modo, forse financo piacevole, per aiutarsi: mangiare cibi che tengano fresco il nostro organismo. A cominciare dalla frutta.

Questo perché la frutta è ricca d’acqua e, alcuni frutti, lo sono in maniera particolare. Il cocomero (95,3 su 100 grammi) e il melone (94,1 su 100 grammi) ad esempio, ma vanno bene anche fragole, ciliegie, albicocche e pesche. Le banane sono utilissime non tanto per la loro percentuale d’acqua, quanto perché contengono potassio e magnesio, i quali aiutano a combattere il pericolo di disidratazione che il caldo torrido porta con sé. Tra l’altro, il potassio contenuto nelle banane fornisce anche un buon supporto al sistema nervoso durante i cambi di stagione. Se poi, con il caldo si fa anche attività fisica, si dovrebbe integrare il potassio perso con le prugne secche. Secondo alcuni nutrizionisti, 2/3 prugne secche al giorno, ricche di zuccheri naturali e fibre che aiutano a regolarizzare il transito intestinale, possono sostituire una delle cinque porzioni di frutta e verdura da consumare in una giornata. Una buona idea è anche combinare frutta e yogurt. Quest’ultimo, oltre ad essere fresco, contiene il Lactobacillus acidophilus, un batterio che può aiutare a prevenire possibili intossicazioni, visto che in estate spesso si consumano cibi crudi per via della calura.

Anche la verdura ha una parte importante nella difesa dal caldo. Le verdure sono fresche, leggere e ricche d’acqua. In particolare i finocchi, i pomodori, le carote, il sedano, i cetrioli, i peperoni, il radicchio e le zucchine. Oltre a ciò, sono ricche di vitamine e antiossidanti. Una regola che noi italiani difficilmente rispettiamo, vorrebbe che fossero mangiate a inizio pasto, perché tendono ad attenuare la sensazione di fame. Ovviamente se mangiate crude preservano al meglio i loro principi nutritivi. Impariamo anche dalle altre popolazioni europee del Mediterraneo che spesso propongono piatti semplici e di rapida preparazione a base di vegetali crudi, oggi elogiati da molti testi sulla corretta alimentazione.

La tzatziki greca, ad esempio, si fa con yogurt al naturale, olio extravergine, aglio, peperoncino, sale, menta, mezzo limone spremuto e cetriolo. Tutto viene sminuzzato e mescolato, poi servito fresco con crostini di pane. E’ un piatto fresco e appetitoso. E il gazpacho spagnolo (pomodori, cetriolo, peperone, cipolla, aglio, pane grattato, aceto di vino e olio d’oliva) è una valida alternativa. Le cipolle rosse, invece, sono un ortaggio da bulbo dai grandi effetti rinfrescanti e anti-staminici (sono considerate un rimedio naturale contro le punture delle zanzare) perché ricche di quercetina.

E la pasta? E’ proprio da evitare in estate? Direi di no, purché con qualche accortezza: i carboidrati aiutano a produrre energia immediata e, in questo modo, combattono la sensazione di affaticamento tipica del grande caldo. Insalate di pasta, di riso o di altri cereali, sono piatti consigliati ma come piccoli spuntini e non come portata principale da pranzo completo. Insomma, non bisogna esagerare nelle quantità.

Andiamo avanti: vi siete mai chiesti perché in molte delle zone più calde del mondo, la cucina di quei luoghi utilizzi il peperoncino e si consumino bevande calde? Perché mangiare peperoncino, contribuisce all’aumento della sudorazione che a sua volta consente all’organismo di raffreddarsi più velocemente. Infatti, aumentando la temperatura interna (che risulta quindi più alta rispetto a quella esterna), la circolazione del sangue aumenta e si comincia a sudare. L’evaporazione dell’acqua è un fenomeno che assorbe calore, quindi il risultato finale della sudorazione è l’abbassamento della temperatura corporea. Le bevande calde, poi, stimolano la dilatazione dei vasi periferici favorendo anch’esse, in questo modo, la dispersione del calore e la sudorazione.

Se per voi peperoncino e bevande calde sono un po’ troppo (per me lo sono…), bevetevi un the verde alla menta, una bevanda che i popoli del nord Africa consumano bollente ma che noi possiamo gustare anche fredda. Preparatevi il the verde in casa come nella tradizione marocchina, in altre parole: scaldate la teiera e metteteci dentro le foglie di the. Poi versate un po’ d’acqua bollente e ruotate velocemente. Buttate via l’acqua facendo attenzione a non gettare le foglie. Aggiungete foglie di menta e zucchero di canna integrale e irrorate con un litro d’acqua bollente. Lasciate in infusione per 5/8 minuti a seconda che vogliate un gusto più o meno forte, poi eliminate le foglie di menta che galleggeranno in superficie e servite in bicchieri di vetro. Oppure lasciate freddare per più tempo e gustatelo fresco. Questo tipo di the, oltre a essere dissetante, è anche antiossidante, antitumorale, drenante e depurativo, e abbassa i livelli di glicemia e colesterolo. La menta è tonica e rinfrescante, aiuta la digestione e l’espulsione di fastidiosi gas intestinali.

Un’altra bevanda molto dissetante è il karkade. Acquistatelo in erboristeria. Si tratta di fiori essiccati di Hibiscus Sabdariffa. Ha proprietà rinfrescanti ed è ricco di vitamina C. La preparazione è molto semplice: si scalda l’acqua in una pentolina e si versa una manciata di foglioline. Dopo un’ora, si filtra la bevanda e la si mette in frigo per berla poi fredda.

Ultimi consigli: evitate di bere alcolici di qualsiasi tipo. L’alcol produce disidratazione, limita l’assorbimento delle vitamine e, in ultima analisi, fa venire ancora più sete, come succede se si bevono bibite troppo zuccherate. Infine, cercate di mangiare poco e spesso per non costringere il metabolismo a lavorare troppo. Quindi usufruite di pasti leggeri e spuntini. Vanno bene frullati, spremute, centrifugati di verdura, yogurt e gelati o ghiaccioli alla frutta. Ricordatevi sempre di bere tanta acqua.

Flavio Semprini è un giornalista professionista free-lance. Si occupa di uffici stampa e comunicazione per aziende, associazioni ed enti sia pubblici che privati. Ha scritto diversi libri, alcuni sulla cucina romagnola, utilizzando per questi ultimi il doppio pseudonimo di Luigi Gorzelli/Paolo Castini.

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