Un banco di sardoncini.

Una ricetta tipica e semplice della tradizione marinaresca delle città costiere riminesi da Cattolica a Riccione, fino a Rimini e Bellaria, è senz’altro quella dei “sardoncini alla scottadito”. Cominciamo con il dire che quelli che noi romagnoli chiamiamo sardoncini sono, per il resto del mondo, le alici (o acciughe): un pesce azzurro che solca in banchi il mare aperto. Ne esistono diverse specie che nuotano negli Oceani Atlantico e Pacifico, in tutto il Mar Mediterraneo e, naturalmente, si affacciano anche sulle nostre coste adriatiche. Questo è il periodo migliore dell’anno per la loro pesca perché si avvicinano alle acque più basse per deporre le uova e nuotano più vicino alla superficie, mente in inverno tendono a restare più in profondità.

Piccolini (i nostri sardoncini hanno una lunghezza media di dodici centimetri e spesso e volentieri sono anche più corti), di colore argenteo col ventre chiaro, sono un cibo dal costo contenuto e molto utilizzato in cucina: in antipasti freddi e caldi; come ingrediente per primi e secondi piatti di ricette innovative e tradizionali; per fritture, marinature e al forno. E si possono gustare anche sotto sale e sott’olio.

Le proprietà nutrizionali sono davvero importanti: sono ricchi di acidi grassi polinsaturi Omega-3. Questo significa che i sardoncini aiutano a rafforzare il sistema immunitario; sono un presidio contro l’invecchiamento delle cellule; contribuiscono ad abbattere il colesterolo cattivo (LDL) e, nel contempo, aumentano quello buono (HDL); preservano dai guai il sistema nervoso; abbondano di proteine ad alto valore nutrizionale, di vitamine del gruppo B e di vitamina E. L’apporto di minerali è ugualmente prezioso: contengono selenio (50% della dose giornaliera, favorisce il lavoro della tiroide), calcio (importante per ossa e denti), fosforo, potassio e ferro. In un etto di acciughe troviamo 130 chilocalorie; 20 grammi di proteine; 5 grammi di grassi e 2 grammi di grassi polinsaturi.

Insomma, i sardoncini sono un cibo povero ma ricco di tanti buoni elementi e hanno sempre fatto parte della dieta dei marinai e di chi abitava nelle città costiere della Romagna. Però attenzione, come tutto il pesce azzurro, anche i sardoncini sono ricchi di purine, elementi che aumentano la quantità di acido urico nell’organismo e possono contribuire all’insorgenza di disturbi quali la gotta, dunque bisogna cercare di non mangiarne ne in quantità eccessive. Noi vi proponiamo la ricetta dei sardoncini alla scottadito per quattro persone.

 

Ingredienti

Un chilo di sardoncini

olio evo q.b.

sale

pepe

prezzemolo

pan grattato

uno spicchio di aglio

spiedi di legno lunghi

 

Preparazione

Pulite i sardoncini eliminando la testa e anche l’intestino. Lavateli sotto l’acqua corrente e tamponate con carta cucina per eliminare l’eccesso di acqua. A parte, in una ciotola, preparate la panatura con l’aglio e il prezzemolo tritati e pangrattato in quantità. Aggiungete qualche cucchiaio di olio e regolate di sale e di pepe. Mescolate bene per ottenere un composto umido. Versate il tutto su un foglio di carta forno. Infilate i sardoncini negli stecchini e passateli nella panatura, lavorando con le mani in modo da far aderire il composto al pesce nella maniera più uniforme possibile. Se cuocerete su una griglia, sistemate sopra questa gli spiedi sui quali avrete infilato i sardoncini. Condite con un filo di olio evo e lasciate arrostire per circa un quarto d’ora girando spesso la graticola in modo da ottenere una cottura completa su ambo i lati. Se cuocerete i sardoncini al forno, adagiate gli spiedi con il pesce su di una placca rivestita con carta forno, conditeli con olio e cuoceteli in un forno già caldo a 180/200 gradi centigradi, sino a che saranno dorati sui due lati. Serviteli in tavola caldissimi. Non per niente si chiamano “alla scottadito”.

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